Ciociaria Volsca
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| …dalla terra dei Volsci che nasconde ancora preziose testimonianze di storia antica…alla conquista romana … alla nascita dei Borghi fortificati a controllo della Via Latina |
Percorso Verde
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Area Ovest
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XXI COMUNITA’ MONTANA DEI MONTI LEPINI AUSONI E VALLIVA
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COMUNI
Amaseno - Castro dei Volsci – Giuliano di Roma - Morolo – Patrica - Sgurgola – Supino – Vallecorsa – Villa Santo Stefano
Arnara* - Ceccano* – Ceprano* – FROSINONE* – Pofi* – Ripi* – Strangolagalli* - Torrice*
*non appartenenti alla XII Comunità Montana dei Monti Ernici
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Percorso di transumanze e punto strategico di collegamento con il Sud attraverso la via Latina, terra ricca di storia e natura, di grandi potenzialità, di preziose testimonianze archeologiche tutte da scoprire, come dimostrano i recenti successi dell’ area archeologica di Castro dei Volsci. Abitata anticamente dal popolo dei Volsci, “ferocior ad rebellandum quam bellandum gens”, così ricordato dallo storico Tito Livio a testimonianza della loro tenacia militare, poi conquistata dai Romani, la cui presenza è testimoniata in molti centri. Rimane ancora poco conosciuta la preistoria e la protostoria di questo territorio, che si sviluppò completamente nel Medioevo, quando le varie comunità furono infeudate fino al 1816, anno in cui la feudalità fu abolita da Pio VII. Sorsero allora i Castra Fortificati sulle alture per un efficace controllo ed una più facile difesa. Questo passato è ancora evidente nei centri storici, sviluppatisi intorno al Castello , al palazzo padronale, alla rocca fortificata, in cerchi concentrici o a raggiera, circondati da alte mura e porte di accesso. E i Ciociari vissero i saccheggi, gli incendi nelle incursioni dei Longobardi, dei Saraceni, nei conflitti tra Papato e Impero, nelle lotte interne delle grandi famiglie dei Conti di Ceccano, dei Colonna o degli Annibaldi per il controllo dei feudi, protagonista delle vicende dello Stato di cui faceva parte: Lo Stato Pontificio.
- VOLSCI ROMANI e ZONE ARCHEOLOGICHE
- FORTEZZE E TORRI MEDIOEVALI
- CHIESE - SANTUARI E DEVOZIONE
- NATURA E SALUTE
- ALLA RICERCA DEI SAPORI PERDUTI
- AZIENDE AGRITURISTICHE
VOLSCI, ROMANI E ZONE ARCHEOLOGICHE
I VOLSCI furono i primi abitanti storici di questa area della Ciociaria, se si escludono i Casci “venerandi”, citati da Varrone, tuttora considerati leggendari o rozzi cavalieri delle steppe, nonostante avessero forme primordiali di culto civile e funerario, passate poi ai Romani nello jus pontificum e nelle caerimoniae sepulcrorum.. Agli inizi del V sec. a.C. li troviamo tra Formia e Velletri, tra il Tirreno e il Fiume Sacco, discesi dalla regione di Rieti, “quelli degli oppida” , come indica il loro nome di origine accadica, erano un popolo organizzato con capitale a Terracina-Anxur, sconfitti dopo aspre e sanguinose battaglie dai ROMANI, si amalgamarono con questo.
Musei: Museo civico di Alatri, sezione archeologica: preistoria e protostoria; Museo Bonifaciano e Pontificio Collegio Leoniano di Anagni: reperti archeologici; Museo dell’ Alta Valle dell’ Aniene di Trevi nel Lazio: sezione archeologica; Museo archeologico di Veroli presso l’ Abbazia di Casamari: reperti di epoca romana
Dalla caduta dell’ impero romano alle invasioni barbariche, alla formazione dei feudi, alle lotte tra grandi famiglie, come i Cajetani, gli Orsini, i Colonna, i Borgia, i Teofilatto. Per chi ama i borghi medioevali, i castelli e le fortificazioni trova nell’ alta Ciociaria esempi di borghi medioevali, di mura possenti, di liberi comuni, di imponenti castelli e rocche, di palazzi papali e principeschi in un percorso ricco di storia e di arte.
CITTA’ VOLSCE: Castro dei Volsci (le mura ciclopiche, di cui si conservano i resti in località Monte Nero, furono probabilmente opera dei Volsci); Ceccano, Municipium di Fabrateria Vetus sotto Roma, poi Ceccano; Ceprano, forse l’ antica volsca Fregellae, occupata nel 327 a.C. dai Romani che la rasero al suolo nel 125 a.C.; Frosinone, l’antica Frusino, il cui toponimo “terra irrorata dai fiumi” rivela una antichissima origine preromana.
ZONE ARCHEOLOGICHE: Castro dei Volsci (23 mila mq. acquistati e recintati dal Comune in zona il “Casale”, Villa Romana con impianto termale di epoca repubblicana e Necropoli del VI sec. d.C.); Ceccano (vestigia di epoca volsca e romana: acquedotto, terme di Antonino Pio, Tempio di Faustina Maggiore); Frosinone (Scavi archeologici “Antica Frusino”); Giuliano di Roma (reperti di mura poligonali e romani); Pofi (manufatti paleolitici e resti fossili di mammiferi, cisterna e ponte romano); Ripi (area archeologica S.Silvestro); Supino (Scavi archeologici di villa romana con terme);
MUSEI: Museo Civico Archeologico a Castro dei Volsci; Museo Civico Archeologico di Fregellae a Ceprano; Raccolta Archeologica presso la Chiesa di S. Giovanni Battista a Ceccano ( collezione donata conte Parignani-Gizzi,) Museo archeologico comunale (reperti preistorici e romani provenienti dal frusinate) a Frosinone; Museo Preistorico con resti dell’ Homo Erectus a Pofi; Museo Civico Archeologico a Ripi.
FORTEZZE E TORRI MEDIOEVALI
…I centri anche piccoli hanno vissuto il feudalesimo nei loro castelli e fortezze, cinte da mura e testimoni di un grande passato..
Amaseno: feudo dei Colonna, interessanti il Centro storico, la cinta muraria, rafforzata da torri-case e il Castello di Giovanna II di Napoli. Arnara: vecchio feudo longobardo, occupato da re Astolfo che vi costruì la Torre nel 756 d.C:, poi feudo dei Conti di Ceccano, poi dei Colonna; rimangono resti di un castello dell’ XI sec. Castro dei Volsci: Borgo medioevale e Rocca dei Colonna. Ceccano: devastata dai Longobardi, fu ricostruita e divenne potente come feudo dei conti di Ceccano, che passò poi agli Annibaldi e poi ai Colonna, da vedere il Castello baronale, la Rocca e il centro storico. A Ceprano Federico II fu assolto dalla scomunica nel 1230 e Manfredi venne a fare atto di sottomissione al papa. Giuliano di Roma, anche se devastata nel 1125 dalle truppe papaline e nel 1165 da Federico Barbarossa, nel centro storico “La Giudea” ha mantenuto intatto la fisionomia medioevale. Morolo nel nucleo abitativo più antico conserva i Ruderi del Castello Medioevale dei Principi Colonna .Patrica: Palazzo Colonna, Palazzo Moretti, Palazzo Spezza, Resti della Cittadella. Pofi: la Torre pentagonale, attuale sede municipale, la Torre civica o dell’ orologio e l’ interessante nucleo storico testimoniano l’ antico passato di fortezza. Supino: interessanti Portali medioevali, ad arco acuto o rotondi. Vallecorsa: strutture medioevali d’ interesse architettonico, come la Porta Missoria, con gli scaluni e il Borgo. Villa S. Stefano: postisi sotto la protezione dei Conti di Ceccano per difendersi dalle continue incursioni i cittadini ebbero nel XII secolo una cinta muraria ed un Torrione, conosciuto con il nome di Torre del Re Metabo, l’ antico re dei Volsci.
CHIESE – SANTUARI E DEVOZIONE
Tutti i centri di questa area - profondamente legati alla Chiesa e allo Stato Pontificio - conservano grandi tradizioni religiose ed un ricchissimo patrimonio artistico – religioso, scarsamente valorizzato e conosciuto, che non ha niente da invidiare ad altre Regioni Storiche. Per ogni centro citeremo soltanto – per mancanza di spazio – un solo monumento, esempio d’ arte, di spiritualità e di grande devozione.
AMASENO CHIESA COLLEGIATA DI SANTA MARIA - Splendido esempio di architettura religiosa, il Campanile del sec. IX, robusto e semplice nel suo stile protoromantico, rimane isolato davanti alla facciata della Chiesa in stile gotico-borgognone; notevole per la sua eleganza il pulpito del XIII sec.; affreschi iconografici e decorativi che vanno dal XII al XVII sec. Ogni anno il 10 agosto si ripete dal 1600 il miracolo della Liquefazione del Sangue di S. Lorenzo, la cui passione è tra le più note della storia. CASTRO DEI VOLSCI - DEVOZIONE AI SANTI - S. OLIVA, protettrice del paese, che salvò miracolosamente Castro dai bombardamenti a tappeto americani; la chiesa conserva le reliquie della santa e le ossa di S. Giustino. S. NICOLA, a cui è dedicata una Badia con dipinti del XII secolo, costruita a ringraziamento del miracolo delle “uova d’oro” da lui effettuato per lenire la povertà. S. SOSIO, invocato per i dolori articolari curabili con l’olio delle lampade ardenti davanti alla sua statua lignea. CECCANO – CHIESA DI S. MARIA DE FLUMINE-XII SEC. Costruita sulla sponda sinistra del fiume Sacco, in prossimità della Villa di Antonino Pio, utilizzando i materiali tratto dagli antichi edifici romani adiacenti. Distrutta completamente dai bombardamenti dell’ ultima guerra, fu immediatamente ricostruita con lo stesso materiale e uguale assettto. CEPRANO -CHIESA DI S. ANTONIO - CONVENTO- XVI SEC. FROSINONE–SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA NEVE proclamata “Patrona dei condannati a morte”, con annesso il Convento degli Agostiniani Scalzi che funzionò come Lazzaretto nelle epidemie di colera del 1817 e 1837; celebre per il miracolo ripetutosi più volte dal 1675 del viso della Vergine che si imperlava di sudore e prendeva colore. S.GIULIANO DI ROMA – CHIESA DI S. BIAGIO PROTETTORE la costruzione dell’ edificio si ritiene risalga addirittura al VI secolo, contiene due reliquie del santo: una microscopica consistente in un frammento di osso e l’ altra (metà cranio) donata dalla Chiesa di Patrica per supplire alla prima. MOROLO – CHIESA COLLEGIATA DI SANTA MARIA ASSUNTA Grandiosa e solenne, costruita nel 1642, ricca di affreschi, imponente la scalinata, i due campanili laterali , la porta bronzea e la statua di S.Francesco. PATRICA – LA CROCE DI MONTE CACUME – MONUMENTO AL REDENTORE, diventato il simbolo religioso e civico della comunità, che conserva anche alcune interessanti chiese; eretta nel 1903 a Patrica e in altri 12 luoghi d’ Italia, fu costruita dalle acciaierie Terni, alta 14 metri, pesa 44 quintali: testimonial di fede cristiana voluta dal papa regnante Leone XIII, ciociaro di Carpineto, ricordo di anni difficili di contrasto tra Stato e Chiesa. POFI– CHIESA DI S. ANTONINO bell’esempio di stile romanico XI sec. RIPI – CHIESA DI S. AGOSTINO su progetto dal celebre architetto Giuseppe Subleyras che non volle alcun pagamento per la sua opera. SGURGOLA – CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA probabilmente del IX secolo, anche se completamente rimaneggiata tanto da non mantenere nulla della sua originaria struttura medioevale; dietro il campanile del XVII s. STRANGOLAGALLI – CHIESA DI S. MICHELE ARCANGELO - SUPINO - SANTUARIO DI S. CATALDO – Venerato ogni anno da migliaia di devoti non solo nella regione ma anche a Taranto, dove si conserva il corpo del santo, dal cui braccio fu estratta una reliquia consegnata ai Supinesi nel 1653; la reliquia è custodita in una teca d’argento a forma di braccio benedicente, posta nell’ insigne Collegiata di S. Maria Maggiore a Supino; il 5 maggio 2002 una nuova statua del santo, voluta dai Supinesi all’ estero è partita dal paese per Toronto: tanta è la devozione verso S. Cataldo! TORRICE - CHIESA DI S. LORENZO, barocca, importanti alcune opere d’arte: S. Sebastiano martire del Cavalier d’ Arpino e due dipinti attribuiti al Giorgione da alcuni esperti, comunque appartenenti alla sua scuola. VALLECORSA – CHIESA DI S. ANGELO L’ origine risale al VI-VII secolo, legata all’ espansione del culto di S. Michele ad opera dei Longobardi; l’ attuale struttura risale al 1624, ricca di opere d’ arte: la statua ligneo di S: Michele della Scuola napoletana del ‘700, un prezioso polittico di Zucchi, allievo del Vasari, due tele del ‘700, un interessante capitello longobardo , statuette lignee del ‘700 e il portale di T. Gismondi. VILLA S. STEFANO - CHIESA BAROCCA DI S. MARIA ASSUNTA
NATURA E SALUTE
Tracce di un antico passato, vari ed abbondanti fossili, lunghe e profonde grotte carsiche, salutari sorgenti, numerosi sentieri naturalistici tra boschi e paesaggi panoramici: tutto ciò offrono i Monti Lepini, la cui etimologia del toponimo “Monti che producono mattoni” ci riporta ad una antichissima popolazione di origine orientale. Costituiscono il settore settentrionale della Catena dei Volsci (che comprende anche gli Ausoni e gli Aurunci) e, orientati parallelamente alla catena appenninica, si ergono a ridosso della fascia costiera laziale, delimitati dalla pianura Pontina ad Occidente. Ad oriente il territorio degrada sulla valle del Sacco, valle fertile, caratterizzata da leggeri declivi e da terrazze, attraversata dal fiume Sacco che, scendendo dai Monti Prenestini, percorre la Valle Latina tra i Monti Ernici ed i Monti Lepini fino alla confluenza destra del fiume Liri a sud-est di Ceprano; a sud l’ area è delimitata dalla fertile Valle dell’ Amaseno.
MONTI LEPINI ED AREE CARSICHE Dei 100 km di gallerie, meandri, cunicoli, pozzi e sifoni conosciuti nel Lazio, il 35% è situato nell’ area del Monti Lepini, dei versanti romano e frusinate: 477 grotte con uno sviluppo di ben 33.042 metri, alcune ad andamento verticale, altro orizzontale, altre doliniformi e ben 43 con presenza di acqua dolce, corsi d’ acqua permenenti o temporanei, a testimoniare la ricchezza d’ acqua di questa fascia preappeninica: solo Supino conta 80 grotte e Amaseno 33. Supino è uno degli accessi più frequentati alle zone in quota dei Lepini per la strada che sale verso La Piana Santa Serena, altipiano di natura carsica a 1.100 metri sul livello del mare, facilmente raggiungibile da una strada aperta negli anni Settanta che si incunea tra i Monti Gemma (1450 m.) e la Malaina (1480 m.). Imponenti faggi ed acque sorgive, bovini e cavalli allo stato brado, la transumanza estiva e la misteriosa Grotta della Medusa rappresentano il fascino di questa zona, esempio locale di “Civiltà delle cese”. A poca distanza tra enormi distese di castagni si erge il famoso “Monte Cacume” ricordato da Dante e diventato lo stemma civico del Comune di Patrica: mille ettari di verde su di un cono calcareo alto 1096 metri, il più caratteristico dei Monti Lepini che con la sua Croce di 14 metri domina la Valle del Sacco; qui tra i boschi vegetano alcuni esemplari di un albero che risale all’ era terziaria, il Taxus baccata, considerato un fossile vivente e 47 tipi diversi di orchidea. Ovunque domina il verde: i castagni secolari e il corbezzolo di Giuliano di Roma alle falde di Monte
Siserno e gli olivi di Vallecorsa portati ai limiti possibili dell’ habitat della pianta, o la bella pineta “Punta la Lenza” di Villa S. Stefano. Numerosissimi i sentieri naturalistici e forestali.
FIUMI SORGENTI E FONTI Il largo corridoio naturale della Valle del Fiume Sacco da sempre mette in comunicazione il nord e il sud d’Italia. Non a caso vi corre l’ autostrada A1 e soprattutto l’ area intorno a Frosinone ha conosciuto una fase di industrializzazione che, se ha portato un momentaneo sviluppo economico, ha anche impoverito il paesaggio e l’ ambiente, a scapito delle acque del Sacco un tempo molto ricche di pesce e di ottimi gamberi di fiumi. Fortunatamente le fertili colline ai lati hanno mantenuto un buon habitat naturale e presentano ancora molte attrattive: da Pofi , centro agricolo specializzato nella coltura dei fiori, da meritarsi il titolo di “S. Remo della Ciociaria” agli altri centri ricchi di storia e di folclore. Dopo Ceccano nel punto in cui termina la Catena dei Monti Lepini dopo un ampio varco ha inizio la catena degli Ausoni e si apre la Valle dell’ Amaseno, il fiume ricordato da Virgilio nell’ Eneide per l’ episodio del re dei Volsci Metabo e della figlia Camilla. Tutta questa zona è ricca di sorgenti e fonti grazie alla conformazione carsica del terreno circostante. nel solo territorio di Amaseno scaturiscono più di trenta fonti tutte potabili; la più rinomata, per le proprietà terapeutiche è quella della Salute o degli Ammalati , detta comunemente Fonte Tonchei , dal nome del medico che per primo ne sperimentò e rivelò le virtù salutari e curative contro gli ammalati di renella, calcoli renali, gotta, artritismo ecc e la Fontana degli Schiavoni. Anche Supino è nota per le sue sorgenti salutari, prima fra tutte la Fonte Pisciarello, Sgurgola per la Fonte dell’ Acero e le belle “Cascatelle” sul fiume Sacco, e Strangolagalli per le sorgenti naturali di “Rio d’ argento”.
Sport: free climbing - trekking – pesca sportiva – equitazione – escursioni speleologiche – caccia
Biblioteche e Musei: Museo di Storia Naturale a Patrica; Orto Botanico a Torrice. |
ALLA RICERCA DEI SAPORI PERDUTI
PRODOTTI TIPICI E PIATTI LOCALI
Percorrendo i Monti Lepini nella parte più alta, dove si adagiano Sgurgola, Morolo, Supino e Patrica, si percepisce ancora la presenza dell’ uomo con le sue attività agro-pastorali che risalgono agli albori della civiltà e che sono tipiche di questo comprensorio: una fitta rete di tratturi di pecore e cavalli e di stazzi: un percorso antropico-enogastronomico di rara semplicità che si assapora ancora nei prodotti tipici ( formaggi di pecora, ricotta, carni di capretto, agnello , pecora, castrato, castagne ed erbe aromatiche di zona che sostituivano il pepe nella lavorazione degli insaccati) e nei piatti locali, tipici di una cucina povera agro-pastorale sempre arricchiti con formaggio pecorino grattugiato (le zuppe con pane raffermo “sotto” e verdure, le ricche minestre di patate o fagioli o ceci e cicerchie, le cime di rapa “calate”, le patacche, semplici tagliatelle di farina integrale; e le carni di maiale o di pecora arrosto o al sugo; la trippetta, la polenta, gli gnocchi e dolci semplici come le ciambelle ciociare o il ciambellone scottolato).
Nella media Valle del Sacco il percorso antropico-enogastronomico corre attraverso un’ area collinare molto fertile, con dolci colline coltivate a vite e olivi, dove la cucina tramanda da secoli le ricette e i sapori della cultura contadina e dove i piatti locali diventano più ricchi : gli “abbutticchi” di Torrice (involtini piccanti di trippa d’agnello al sugo), la “stesa” di Ripi, le “tagliatelle alla ruspantina” di Pofi, le fettuccine con “regaglie” di pollo di Ceccano, i “maccaruni cugli feri” e i “mulati” di Giuliano di Roma, i “cecapreti” di Villa S:Stefano.
A sud dell’ area si apre la celebre Valle dell’ Amaseno che ha dato il nome al centro urbano, ricco di storia e di monumenti d’ arte. Qui da sempre trova l’habitat ideale l’ allevamento di bufali, che ancora vanno ad immergersi nelle acque del fiume; qui accanto alla tipica cucina ciociara si possono assaporare, oltre che le carni di bafalo, anche i latticini a base di latte di bufala (le famose mozzarelle, le bufaline, e le marzoline)
AZIENDE AGRITURISTICHE
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