Ciociaria di mezzo
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| Nella terra di Cicerone, di San Tommaso e San Benedetto si preservano angoli selvaggi, cultura e prodotti tipici… |
Percorso Blu
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Area Centrale
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I 19 COMUNI DELLA XV COMUNITA’ MONTANA VALLE DEL LIRI
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Arce , Arpino, Broccostella,, Castelliri, Castrocielo, Cervaro, Colfelice, Colle San Magno, Fontana Liri, Isola del Liri, Piedimonte S. Germano, Rocca D’ Arce, Roccasecca, S. Elia Fiumerapido, Santopadre, S. Vittore del Lazio, Sora, Terelle, Villa S. Lucia
GLI ALTRI COMUNI
Aquino Cassino
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Questo vasto territorio, che si prolunga in direzione nord ovest-sud est, ricco di peculiarità artistiche, storiche, culturali e naturali che meritano di essere conosciute ed apprezzate, geograficamente può essere distinto in due diverse zone: delimitato dal basso corso del fiume Melfa, nella zona ad ovest, troviamo i rilievi montuosi che circondano Sora, la pianura alluvionale della Conca Sorana ed il sistema collinare intorno ad Arpino, mentre nella zona ad est del Melfa, troviamo la sezione meridionale del monte Cairo, con le cime del Monte Obachelle, del Pizzo Prato Caselle e di Colle Cerreto, i territori montuosi ai confini con la Campania ed il Molise (S.Elia Fiume Rapido, Cervaro, S. Vittore del Lazio) e la fascia pedemontana, che si sviluppa lungo il corso del Liri sino a Cassino. Storicamente il territorio abitato fin da epoca preistorica offre al visitatore uno spaccato di storia ultramillenaria dove i resti di mura megalitiche, i centri storici, le abbazie, le chiese, il paesaggio agrario, i “covi” dei briganti, i segni dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Dal punto di vista artistico il patrimonio è così ricco che è impossibile ricordare tutti i Centri storici (Colfelice, Piedimonte San Gerrnano, Villa Santa Lucia, Fontana Liri, Castelliri, Roccasecca, Broccostella.) o le Chiese e Santuari (la meravigliosa Abbazia di S. Domenico a Sora (XII sec), il Santuario della Madonna de’ Piternis a Cervaro (XVsec) ecc..
- SULLE TRACCE DEGLI ANTICHI PADRI
- CIOCIARI NELL’ ANTICA ROMA
- LA TERRA DI SAN TOMMASO
- ANTIQUA TERRA SANCTI BENEDICTI
- NATURA E SALUTE
- ALLA RICERCA DEI SAPORI PERDUTI
- AZIENDE AGRITURISTICHE
SULLE TRACCE DEGLI ANTICHI PADRI
L’ Arco a Sesto Acuto incastonato nelle Mura Megalitiche di Arpino (VII - VI sec a.C), le mura megalitiche, anche se in misura meno imponente, presenti a Cassino, Rocca d'Arce, Colle San Magno, S.Elia Fiumerapido, Sora, S.Vittore del Lazio testimoniano un’ antichissima storia di fiere popolazioni preromane: Volsci, Sanniti che prosperarono in questa terra ricca di colli e di acque, storia che rimane “ad irradiare la luce “ ancora oggi in alcuni toponimi, la cui origine va collegata a basi accadico-sumeriche: così “Arpino”, la citta dalle mitiche origini saturnie, prima volsca, poi sannitica, poi romana porta nel nome il significato di “Altura sul fiume” ; così “Cassino”, antichissima città volsca, sulla riva sinistra del Liri, conserva nel nome antichissimo il senso di “Casa fortificata e sorgente”; così l’ Arx Volscorum, l’ antico oppidum di “Fregellae”, distrutto dai Sanniti, sta ad indicare “Zona Alta”.
Vestigia romane sono presenti numerosissime in questo territorio, nel territorio di Castrocielo l’ antica Aquinum, fondata da Saturno, importante città sulla Via Latina, che prese il nome di Urbe in epoca repubblicana e poi di Municipio: un Ponte Romano, la Porta Romana sulla Via Latina, un antico Tempio ad Ercole Liberatore sulle rovine del quale venne edificata la Chiesa di S. Maria della Libera, l’ Arco di Trionfo di Marco Antonio, tratto della Via Latina e ruderi del Capitolium. A Cassino la zona archeologica “Antica Casinum” con i resti dell’ Anfiteatro e il Sepolcro di Ummidia Quadratile, Fonti e Terme Varroniane. A S. Elia Fiumerapido l’ Acquedotto e il Ponte Romano. A Santopadre resti di ville romane e a Sora, importante città italica, volsca, romana, longobarda e normanna l’ area archeologica del Castello di San Casto e il Ponte Marmone.
CIOCIARI NELL’ANTICA ROMA CICERONE, MARIO, VIPSANIO AGRIPPA, GIOVENALE , PESCENNIO NIGRO
Caio Mario, nato in territorio di Arpino, a Cereatae (l’odierna Casamari in territorio di Veroli), nel 158 a.C., gratificato con il titolo di “terzo fondatore di Roma” dopo Romolo e Camillo, per aver fermato l’avanzata dei Cimbri e dei Teutoni, benché “Homo novus” e appartenente ad una famiglia equestre, viene eletto console per ben sette volte, fatto unico nella storia romana; appartenente al partito popolare, dopo la vittoria contro Giugurta, entra in urto con Silla e la nobiltà in un periodo di duro scontro e di lotte civili.
Marco Tullio Cicerone, nato ad Arpino nel 106 a.C., da una agiata famiglia equestre imparentata con quella di Caio Mario; compie studi di retorica e filosofia a Roma, dove frequenta il foro e comincia la carriera politica con la carica di questore in Sicilia. Sommo oratore e uomo politico, percorre tutto il cursus honorum parteggiando con il partito aristocratico di Pompeo, alla sconfitta del quale viene perdonato da Cesare, ma escluso dalla vita politica fino all’uccisione di Cesare, nelle lotte civili successive alle Idi di marzo del 44 a.C., Cicerone appoggia la causa senatoria, inimicandosi fortemente M. Antonio con le sue orazioni. Il 7 dicembre 43 viene ucciso dai sicari di M. Antonio. Maestro di filosofia e di retorica, per tutto il Medio Evo viene considerato punto di riferimento, si pensi a Dante Alighieri che cita ben sessanta volte Cicerone come maestro di filosofia.
Marco Vipsanio Agrippa (63-12 a.C.) figlio di Arpino secondo la tradizione, di modeste origini, fu figura di primissimo piano al tempo di Augusto. Dotato di grandi capacità militari, seguì con amicizia il giovane Ottaviano, standogli sempre al fianco in tutte le spedizioni, dalla Macedonia contro i Parti fino alla battaglia di Azio nel 31 a.C., quando fu annientato Antonio e nacque il principato, base dell’Impero romano. Non solo soldato, ma grande stratega, seppe dare a Roma una base navale con la costruzione del Portus Iulius, riunendo i laghi di Averno e Lucrino, e una poderosa flotta. Console per tre volte, pretore ed edile, mostrò le sue doti di costruttore di grandi opere: il Porticus Vipsaniae, contenente la prima carta geografica del mondo , il Pons Agrippae, la Basilica Neptuni, e il magnifico PANTHEON.
Decimo Giunio Giovenale, nato in Aquino in un periodo oscillante tra il 50 e il 65 d.C., tesi contestata da alcuni studiosi che riducono la cittadina al rango di “soggiorno prediletto”, ma la conoscenza profonda ed affettuosa del retroterra italico da parte del poeta satirico indica più l’amore di un nativo che non l’attaccamento di un immigrato, tesi avvalorata anche da un’epigrafe di età flavia – oggi purtroppo perduta – testimonianza di una dedica da parte di un (iu)NIUS IUVENALIS, di un altare in onore di Cerere. Poco importa se lo status sociale del nostro “ciociaro” sia quello di figlio di un ricco liberto o di un cliens legato ad un ricco patrono, le sue Satire rimangono un documento attuale di critica di un provinciale al “sistema”, soprattutto nei suoi “gangli rappresentativi”: “difficile est saturam non scribere” in un periodo in cui la tradizione romana viene disprezzata a vantaggio di orientali, liberti arricchiti, senatori, che hanno tradito e mortificato i valori morali e politici di Roma, di donne che si fanno beffe della fedeltà coniugale e per vizio praticano aborti ed ogni sorta di inganno. Poco importa se i “dotti” discutono sulla poesia o non poesia di Giovenale, di lui ci piace ricordare almeno una delle sue massime famose: “QUIS CUSTODIET IPSOS CUSTODES?” (“Chi sorveglierà i sorveglianti?”)
Gaio Pescennio Nigro, generale romano, nativo di Aquino, si ignora la data precisa della sua nascita, ma dalle monete da lui coniate emerge un volto sui sessant’anni, governatore in Siria, nel 193 fu acclamato imperatore dai soldati e riconosciuto come tale in Grecia e in tutto l’Oriente, ma , battuto più volte da Settimio Severo, eletto dalle legioni danubiane, venne sconfitto definitivamente ad Isso e ucciso, decapitato, la sua testa fu portata ed esposta a Roma nel 194. L’ “infelix” Pescennio Nigro, imperator per pochi mesi, secondo la Historia Augusta, era di alta statura, con i capelli ricci, di bell’aspetto e piuttosto pingue.
“…Appena fuori da quella confusione e da quel rumore di Roma, che pace lungo la Via Latina e nella Valle del Liri! Là si può comprare una casa, per quanto a Roma si paga una soffitta. Là puoi avere un orto con un pozzo e un po’ di pecore. Là, padrone di una zolla di terra, ti senti uomo.”
(D. G. Giovenale)
LA TERRA DI SAN TOMMASO
S. Tommaso d’ Aquino, nei tempi in cui nacque (forse nel 1224) il grande Dottore della Chiesa, dell’Ordo Praedicatorum, la Città era a capo di una vastissima contea che portava il suo nome e comprendeva molti paesi limitrofi; questo è il motivo per cui, anche se il Santo nacque nel Castello di Roccasecca, da Landolfo dei Conti di Aquino e da Teodora Caracciolo, la città di Aquino, con la nuova Chiesa-Basilica dedicata al Santo, ricostruita dopo i bombardamenti anglo-americani e contenenti la famosa reliquia, viene onorata e visitata da turisti e personalità pubbliche e religiose. Percorso del Pellegrino: Ad Aquino il “pellegrino” può visitare i resti del Castello dei Conti d’ Aquino e la “casa di San Tommaso” e la possente Torre posta a guardia della valle d’ Aquino. La famosa reliquia della costola del cuore del santo è conservata nella Basilica, posta a trecento metri dalla magnifica chiesa di S. Maria della Libera (secolo XI) in bello stile romanico, dove il santo ricevette il battesimo. In territorio di Castrocielo il santo è venerato in una chiesetta secentesca detta di San Tommaso, dove i pellegrini potevano fare sosta nei loro percorsi di devozione. La prima chiesa costruita in tutto il mondo in onore del santo può essere visitata a Roccasecca, luogo natale dell’ Angelico, la Chiesa di San Tommaso del XIV secolo, inserita nel borgo medioevale, nelle vicinanze del Castello.
ANTIQUA TERRA SANCTI BENEDICTI
L’ Abbazia di Monte Cassino è universalmente conosciuta non solo a simbolo dell’ opera di San Benedetto da Norcia, ma a simbolo della violenza della guerra: fondata dal santo nel 529, divenne nel tempo – grazie all’ opera degli abati – rifugio in caso di invasioni, centro di cultura ed arte nella ricchezza della biblioteca (documenti, codici miniati, testimonianze storiche ), centro di vita politica e sociale con i suoi numerosi possedimenti.La “Terra Sancti Benedicti” ha costituito uno “stato sovrano”, immediatamente soggetto alla Santa Sede, per ben 1063 anni, cioè dalla “Donazione Gisulfiana” (Gisulfo II, il longobardo duca di Benevento nel 744). Distrutta da un terremoto nel 1349 fu ricostruita nelle forme tipiche del barocco napoletano e visse nei secoli come faro di civiltà fino al 15 febbraio 1944, quando fu distrutta completamente dai bombardamenti anglo-americani.
NATURA E SALUTE
LA XV COMUNITA’ MONTANA VALLE DEL LIRI trae le proprie origini fin dagli anni trenta, quando lo Stato Italiano, al fine di sfruttare al meglio nuove aree agricole, soprattutto quelle da bonificare o ampi settori montani, emanò una prima serie di leggi. Ma solo dopo la fine della guerra, agli inizi degli anni cinquanta, lo Stato Italiano si fece carico dei grossi problemi riguardanti l'economia montana dell'arco alpino e degli Appennini. Nasceranno così con legge regionale ed attraverso un iter legislativo abbastanza lungo le comunità montane. Queste sono Enti locali costituiti tra Comuni montani e parzialmente montani della stessa provincia, allo scopo di promuovere la valorizzazione delle zone montane e l'esercizio associato delle funzioni comunali (art. 27 e 28 Decreto Legislativo n° 267 del 18 agosto 2000).La XV Comunità Montana "Valle del Liri" nasce nel 1975 ed ha sede ad Arce in provincia di Frosinone.
CIOCIARIA DELLE AREE WILDERNESS A testimonianza della ricchezza delle aree naturalistiche incontaminate, non citiamo le numerose sorgenti, la bellezza del fiume Liri, i boschi monumentali come il Castagneto di Tirelle, la faggeta di Monte Cairo, i 300 ettari del Bosco Comunale di Arce, il fiume Fibreno, le Terme Varroniane di Cassino, il Laghetto di acqua sulfurea a Fontana Liri, le splendide cascate di Isola del Liri, ma ricordiamo solo le AREE WILDERNESS riconosciute
- Ernici Orientali – SORA (Faito, Serra Comune, Faggio Rotondo) 2.640 ettari, rilievi appenninici, con formazione di faggio, carpino nero, roverella; presenza di orso bruno, lupo; costruzioni agropastorali e Cippi di confine.
- Monte Caira-Gole del Melfa – ROCCASECCA – 150 ettari di rilievi appenninici con sbocco gola fluviale.Eremo dello Spirito Santo – ROCCASECCA – 135 ettari, resti di santuario rupestre del 1100, rupi, grotte.
- Gole del Fiume Melfa – ARPINO – 250 ettari di macchia mediterranea con aspre rupi e rapaci
- Colle Pagnotta e Alta Valle Nova - ISOLA DEL LIRI – due Zone di Tutela ambientale: stazione relitta dell’ Orchidea Dactyloriza Romana e bosco ceduo misto.
Sport: caccia, canoa, pesca, trekking, equitazione, free-climbing, escursioni speleologiche.
Musei: Museo della città (reperti archeologici di epoca romana e medioevale) ad Aquino; Parco archeologico di Fregellae ad Arce; Biblioteca ciceroniana ad Arpino; Museo Archeologico Nazionale (reperti archeologici dell’ antica Casinum e dintorni) a Cassino.
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ALLA RICERCA DEI SAPORI PERDUTI
PIATTI TIPICI: : La cucina ciociaria tipica (tagliolini, ‘sagne e fagioli, zuppe di verdura, zuppa della nonna, arrosti vari, maccaroni alla casereccia, trippetta, “panemollo”, polenta, lumache) si arricchisce con i prodotti dei fiumi (tagliolini ai gamberi di fiume o al sugo di trota, trota arrosto) o con i saporiti tartufi (tagliolini ai tartufi), seguita da dolci alle castagne o al miele.
AZIENDE AGRITURISTICHE
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